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Solofra
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top
mwhaSolofra (pronuncia mwhqSolófra, /soˈlofra/cite-ref-4[4]; mwiwSulofre [suˈlofrə] in mwjqdialetto solofrano) è un mwjgcomune italiano di mwjw11 920 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlaprovincia di Avellino in mwlqCampania. Fa parte dei comuni situati nella mwlgvalle dell'Irno, benché in realtà il suo territorio appartenga al mwlwbacino idrografico del mwmaSarno.
È uno dei quattro principali poli italiani per la mwmglavorazione delle pelli.cite-ref-5[5]
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Economia
• Eventi
• Strade
• Ferrovie
• Sindaci
• Sport
• Calcio
• Basket
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Solofra (400 mwpwm s.l.m.) si estende in una mwqaconca dei mwqqMonti Picentini (il mwqgPizzo San Michele è la cima più elevata) aperta, attraverso mwqwMontoro, sulla piana di mwraMercato San Severino, un vitale nodo della mwrqPianura campana che fa da collegamento tra il bacino dell'mwrgIrno e quello del mwrwSarno. Questa posizione geografica ha giovato alla cittadina favorendone la realtà economica.cite-ref-6[6]
Confini
Idrografia
Sulle pendici del monte Garofano ha origine il torrente mwvgSolofrana, che ha sorgenti perenni. Le sorgenti più importanti per portata sono denominate Bocche, che si dividono in sottane e soprane. La maggior parte dell'acqua proveniente da queste sorgenti però è stata incanalata per rifornire l'acquedotto cittadino, quindi il torrente, è spesso a secco nella parte montana e submontana. A valle invece, in località Carpisano, il torrente viene alimentato dall'acqua proveniente dalle industrie, sottoposta a depurazione all'interno del consorzio idrico del Codiso S.p.A., che provvede a liberare le acque reflue dai principali inquinanti della lavorazione conciaria, forieri di elevato inquinamento ambientalecite-ref-7[7].
Tornando a monte sono anche altre sorgenti a carattere stagionale facenti parte del medesimo bacino: il Pozzillo, o Pietra della Madonna, la sorgente del Rialbo (da rivus albuscite-ref-8[8], per lo spumeggiare delle acque).
Altri valloni degni di nota che confluiscono nella Solofrana (sebbene di scarsissima portata) sono il vallone dei Granci, il vallone Cantarelle (o Ficocelle), il vallone Scuro, il vallone della Forna.
Orografia
La conca solofrana è circondata a mwywnord dal monte S. Marco (807 mwzam s.l.m.) e dal mwzqPergola (853 mwzgm s.l.m.), ad mwzwest dal Monte Vellizzano (1032 mwaam s.l.m.) e a mwaqsud dal Monte Garofano (1496 mwagm s.l.m.) e dai monti Mai. Di quest'ultimo gruppo di monti fanno parte: le Serre del Torrione (1415 mwawm s.l.m.), il mwbaPizzo San Michele (1567 mwbqm s.l.m.) ed il Tuppo dell'uovo (1525 mwbgm s.l.m.).
I monti di Solofra, ricchi di sorgenti, fanno parte del parco regionale dei mwcaMonti Picentini. Tanti sono i segni dell'attività umana presenti su di essi: vasi preistorici in località Passatoia, risalenti all'mwcqetà del bronzo, il ponte medioevale sul Rialbo, nella medesima località, le calcare, e le carbonaie per la produzione, rispettivamente, di calce e carbone, e infine le neviere, grandi invasi artificiali posti intorno ai 1200m s.l.m utilizzati in passato per la conservazione della neve, che, grazie alle particolari caratteristiche del punto in cui sono state ricavate (il soleggiamento praticamente assente e la temperatura che anche d'estate si mantiene più bassa) riusciva a resistere fino ai primi di giugno.
A servizio delle neviere vi era un sentiero, denominato Sentiero CAI 160, quasi totalmente ripristinato, con il quale veniva trasportato a valle il ghiaccio, per poi essere commercializzato. Sul sentiero, inoltre, sono presenti antiche incisioni su roccia in località Grotticellecite-ref-9[9], che servivano ad indicare la strada. Presso le neviere, poi, c'è un mwewarco naturale, rara formazione carsica dei Picentini.
Pizzo San Michele
Il mwggPizzo San Michele è una montagna che tocca i 1.567 metri a cavallo tra le province di mwgwSalerno e mwhaAvellino. La forma acuta della montagna e la sua posizione garantiscono un amplissimo panorama su tutti i mwhqPicentini, gli mwhgAlburni, la pianura di mwhwSalerno, mwiaMercato San Severino, mwiqAvellino, i mwigLattari, il mwiwVesuvio, il mwjaPartenio ed il mwjqMatese. Per raggiungerlo da Solofra è presente un sentiero, il numero 117 del mwjgCAI,cite-ref-10[10] che parte dalla fontana della Scorza come strada asfaltata, si inoltra nei castagneti fino ad arrivare ad un piazzale dove inizia il vero e proprio sentiero. Dopo pochi minuti si incontra la sorgente Pietra della Madonna, dopo la quale inizia un bosco selvatico di mwkwfrassini, mwlaaceri, mwlqcastagni selvatici ma soprattutto di mwlgfaggi. A circa 2 ore di cammino si incontra il Pizzo dell'Uovo, per poi arrivare, dopo un'altra mezz'ora circa sulla vetta.
Sismologia
Il territorio comunale di Solofra è parte del mwmgdistretto sismico dell'mwmwIrpinia. In occasione del mwnaterremoto del 1980 vi furono, nella sola cittadina di Solofra, 21 morti e 65 feriticite-ref-ingv-11-0[11].
• mwowClassificazione sismica: zona 2 (sismicità media)cite-ref-12[12]
Origini del nome
Storia
Preistoria e età preromana
La conca solofrana, per le sue caratteristiche favorevoli, fu abitata fin dalla preistoria, più precisamente dall'mwtqEtà del bronzo, da villaggi di pastori appenninici. A testimonianza di ciò, nel 1976cite-ref-14[14] sono stati trovati dei reperti presso la località Passatoia, nelle vicinanze del torrente Rialbo, consistenti in due capanni contenenti vasi con motivi decorativi tipici della mwugcultura appenninica, degli utensili in selce, delle fusarole e delle macine in basalto. Il primo vero insediamento nella valle, però, fu quello dei mwuwSanniti, che si stanziarono costruendo un villaggio in essa, di cui sono state trovate tracce di abitazioni nell'area pedemontana. Oltre all'abitato urbano realizzarono una vasta necropoli, sulla collina della Starzacite-ref-15[15], di cui sono giunte ai nostri giorni diverse tombe realizzate per ospitare dei guerriericite-ref-16[16]. La presenza di questo popolo è attestata, inoltre, da diversi toponimi di origine naturalistica, alcuni rimandanti anche a culti italicicite-ref-17[17]. Primo fra tutti il toponimo Solofra, già descritto sopra, poi i toponimi Sorbo, i monti Mai, il Melito, i Volpi etccite-ref-18[18].
Età romana
Dopo le guerre sannitiche il territorio irpino, in particolare di Solofra, divenne parte della mwzgRepubblica Romana. Con la riforma agraria dei mwzwGracchi, molte terre irpine furono date ai cittadini romani. In seguito, quando il dittatore mw0aLucio Cornelio Silla vinse nella guerra civile contro mw0qMario, assegnò molte di queste terre ai militari, fondando la colonia mw0gVeneria Abellinatium, che includeva anche il territorio di Solofra. Essi si stanziarono anche nella valle, soprattutto nella parte bassa, dove costruirono diverse villae rusticae, sorte nei pressi della mw0wvia antiqua qui vadit ad sanctae Agathae, una via romana che collegava Salerno ad Avellino passando per Castelluccia. In totale è attestata la presenza di 14 villae, (di cui sono stati ritrovati resti). La villa più importante che è stata ritrovata è quella di Tofola, di età imperiale, presso la frazione di Sant'Agatacite-ref-19[19]. In essa sono state ritrovate anfore vinarie, torchi e pareti ad mw2amw2qopus spicatum e mw2gmw2wopus incertum. Oltre alle ville, i romani costruirono una necropoli nelle vicinanze dell'odierno ponte di S. Nicola, della quale sono state ritrovate alcune tombe alla cappuccina. Con mw3aAlessandro Severo la colonia si ampliò e portò dall'oriente il culto del mw3qSol Invictus (aggiunse, inoltre, alla colonia l'appellativo mw3gAlexandriana. Nel territorio di Solofra, fin da questo periodo si impiantò in loco la concia delle pelli. Molti antichi toponimi mw3wVellizzano, Campo del lontro, Scorza, Cantarelle, Burrelli testimoniano la presenza di questa attività originariamente legata alla pastoriziacite-ref-20[20]. Un'altra attività presente al tempo dei Romani fu quella delle fornaci per laterizi, pavimenti e recipienti: esse trovarono naturale collocamento nell'odierna zona di Campopiano, sempre vicino alla via consolare, in quanto c'era, e c'è, abbondanza di acqua e argilla. Infatti questa attività è resistita fino al secolo scorso, nello stesso luogo. Altri toponimi che rimandano al periodo romano sono: mw5aTaverna dei pioppi, luogo di sosta lungo la via, mw5qSferracavallo, per lo sforzo subito dai cavalli per la salita.
Età medievale
Alto medioevo
Dopo la caduta dell'Impero Romano, la situazione di instabilità e di pericolo per via delle incursioni barbariche, specialmente durante il periodo della mw6qGuerra greco-gotica, portò gli abitanti della fertilissima valle a trasferirsi più a monte, in posti dove le caratteristiche morfologiche della valle consentivano il controllo e gli abitanti erano più protetti. In generale, lo sviluppo di Solofra nell'Alto Medioevo fu proprio favorito dalla protezione della conca: la strettoia di Chiusa di mw6gMontoro era l'unico accesso, facilmente controllabile dai numerosi punti di controllo, come Castelluccia, o, in seguito, il mw6wCastello). Grazie a questo controllo, e quindi a questa sicurezza, si formarono due arroccamenti: le Cortine del Cerro, protette dalla collina di Chiancarola e le Cortine di Sant'Agata, protette da Castellucciacite-ref-21[21].
Questi nuovi insediamenti riprendevano come tipologia abitativa le mw8qvillae di campagna della valle, delle curtes, in piccolo, che avevano la peculiarità di essere praticamente inespugnabili, chiudendo l'unico accesso. Un ruolo fondamentale fu svolto dal Cristianesimo, che fin da subito si introdusse nel Meridione, e rappresentò una certezza per gli abitanti, trovatisi di fronte ad una continua insicurezza. Solofra, d'ora in poi si avvicinerà sempre di più a mw8gSalerno, (città emergente, che dal dominio bizantino in poi si afferma come ricca potenza mercantile e costiera) diventando amministrativamente parte del suo entroterra, sia per l’appartenenza al medesimo bacino vallivo, sia perché mw8wAbellinum era stata distrutta.
Il vescovo di Salerno istituisce dei distretti pievani, quattro, in tutta la parte interna del territorio. Uno di questo fu Solofra. Lo scopo era portare un’aggregazione, una sorta di istituzione locale che sopperisse alla mancanza di uno stato. La mw9qpieve, infatti chiesa del popolo, era il luogo dove si svolgeva il battesimo e il seppellimento dei morti. Essa, inizialmente, era dedicata a mw9gSanta Maria, poi, con la venuta dei Longobardi, promotori del culto a mw9wSan Michele Arcangelo, fu aggiunta la seconda denominazione alla pieve.
Nel frattempo la città di Salerno crebbe sempre di più, per il commercio e l’artigianato, tanto che ad un certo punto si staccò dal Ducato (mw-qDivisio Ducatus Beneventani), e si formarono due principati: quello di mw-gBenevento e di Salerno. Solofra entrò a far parte di quest’ultimo, essendo ancora inserita nel mw-wGastaldato di Rota (Mercato San Severino). Il confine di quest’ultimo, e quindi del principato salernitano, passava per i monti di Montoro, di mw-aForino, per mw-qAiello e per mw-gSerino, (nel punto in cui sorge mw-wSan Michele di Serino), dove vi era una stazione per i pellegrini diretti al santuario micheliano del Gargano. Il territorio di Solofra, quindi, acquisì un ruolo fondamentale, di confine, insieme a Montoro e Serino, motivo per il quale nacquero diverse fortificazioni, tra cui il castello solofrano, probabilmente ancora piccoli presidi militari che successivamente avranno maggiore sviluppo.
Basso medioevo
Successivamente i mwaqiNormanni guidati da mwaqmRoberto Il Guiscardo, effettuarono delle vere e proprie incursioni nella zona, quando conquistarono il Principato di Salerno, debole ed in crisi. Queste incursioni causarono molti danni, l’accesso alla valle solofrana venne precluso da un impaludamento dovuto all’abbandono e allo straripamento del torrente, e di conseguenza venne abbandonata anche la via romana che valicava la Castelluccia. Ristabilitasi la situazione politica, Solofra entrò a far parte della provincia del mwaqqDucato di Puglia e Calabria denominata "mwaquPrincipato e Terra Beneventana" e in particolare della Contea di Rota, al cui capo fu posto mwaqyTroisio, combattente del Guiscardo che aveva svolto un ruolo fondamentale nella conquista della zona. Il primo periodo normanno fu critico, a causa degli ingenti tributi che la popolazione doveva versare, cosa che bloccò i floridi scambi commerciali che si erano venuti a creare tra Solofra (ma non solo) e Salerno.
Anche la chiesa salernitana riformò l’ordinamento pievano, non più in grado di controllare efficacemente il territorio, trasformandolo in mwaqgparrocchiale, e creando 13 distretti diocesani: la vecchia pieve faceva parte dell’Arcipresbiterato di Serino, con la chiesa di Sant’Agata e le nuove Sant’Andrea e Santa Croce, costruite proprio in quel periodo. Alla morte di Troisio, la Contea passò al figlio Ruggiero I, che diede inizio alla dinastia dei mwaqkSanseverino. Egli fu un buon governante, affidò le terre della contea alla protezione dell'mwaqoAbbazia di Cava, che aveva ottenuto il porto di mwaqsVietri. Nacquero così nuovi importanti scambi commerciali, in cui anche Solofra fu coinvolta: i proprietari terrieri e molte "apoteche" di concia delle pelli si affidavano all’Abbazia, che mediava e garantiva gli scambi con Vietri. Fu quindi un periodo di rinascita dell’economia di Solofra. Ruggiero divise la contea tenendo per sé e suo figlio Enrico il territorio che comprendeva Rota ed arrivava fino a Montoro, mentre assegnò la parte della contea che comprendeva Serino, Solofra e Sant'Agata (ovvero i territori dell'Arcipresbiterato) a suo figlio Roberto. Quest’ultimo morì presto, e suo figlio, Roberto II, era troppo giovane per governare e quindi fu retto da Sarracena, sua madre.
Successivamente Serino (con Solofra e Sant'Agata) passò a Ruggiero II. Egli assegnò Solofra, diventata vico, quindi autonoma, a suo figlio Giordano, che però morì presto. Allora la comunità solofrana, per non tornare sotto il controllo di Serino, rivolse una richiesta all’imperatore mwaq0Federico II di mantenere la propria autonomia entrando a far parte del demanio imperiale, che però fu rifiutata, dato che era stata già concessa a Montoro. Allora il territorio tornò a Giacomo Tricarico, ma egli affidò il vico di Solofra a sua figlia Giordana, ottenendo comunque un’indipendenza territoriale. Solofra divenne quindi un'mwaq4universitas feudale autonoma, che emanò i suoi statuti e che aveva una propria curia.
Con l’avvento degli Angioini a Napoli il feudo di Solofra venne ulteriormente ampliato, il re mwaraCarlo I D'Angiò, per i meriti militari di Arduino Filangieri, marito di Giordana Tricarico, assegnò un terzo del territorio di Sant’Agata, appartenente a Serino, a Solofra. Quindi Sant'Agata di sopra (Sant'Andrea Apostolo) e il castello entrarono a far parte del feudo. Fu un momento importante, in quanto, con questa acquisizione, Solofra comincia ad assumere la nuova fisionomia, e può contare su un punto fortificato che precedentemente era soggetto a Serino. Infatti il castello subì diversi ampliamenti e modifiche, soprattutto il lato che volgeva al valico di Turci, che ora costituiva il confine, e che doveva essere controllato (infatti fu istituita anche una dogana. Bisogna considerare, inoltre, in questo periodo, un forte aumento demografico, dovuto ad immigrazioni di persone provenienti da territori di guerra, specialmente dal Cilento.cite-ref-22[22]
Un altro importante momento di crescita si ebbe dopo Riccardo Filangieri (figlio di Arduino e Giordana), che morì presto e lasciò la reggenza a sua moglie Francesca Marra, perché i figli, tra cui Filippo, a cui spettava Solofra, non avevano ancora l'età per governare. Fondamentale fu il matrimonio della Marra con un De Ruggiero di Salerno, elemento che favorì l’introduzione di borghesi salernitani nella società artigiano-mercantile di Solofra, e di conseguenza, nuove occasioni di sviluppo per quest’ultima.
Raggiunta la maggiore età, Filippo Filangieri acquisisce il feudo di Solofra: il suo fu un ottimo governo, in quanto liberò gli abitanti dal servizio gratuito da prestare alla corte e continuò a tessere rapporti con Salerno. Inoltre, a sostegno del commercio e con l’aiuto della famiglia De Ruggiero, promosse la costruzione del monastero di Sant'Agostino, e la conseguente ristrutturazione viaria che portò a formare la conformazione visibile ancora del centro. Dopo la morte di Filippo, a governare fu il figlio Giacomo Antonio e dopo di lui Giacomo Nicola. Quest’ultimo muore senza eredi, ponendo fine al governo dei Filangieri.
Il re mwargLadislao I di Napoli, per risolvere il problema di successione, reintegrò i feudi dei Filangieri al demanio, quindi anche Solofra. In questo clima il conte di Montoro Francesco Zurlo occupò il castello con la forza, e il tentativo da parte di Filippo Filangieri (detto il prete), zio di Giacomo Nicola, di assediare il castello fu bloccato dalla regina Giovana II. Anche lo Zurlo doveva abbandonare il feudo, ma riuscì a porvi una persona di sua fiducia, dato che era entrato nella contesa di successione avendo fatto sposare suo figlio ad una Filangieri. Così, poiché anche gli altri feudi erano stati assegnati ai mwarkCaracciolo, imparentati con i mwaroFilangieri, lo Zurlo acquisì il feudo di Solofra.
Età rinascimentale
Con la prevalsa degli Aragonesi sugli Angioini a Napoli, gli Zurlo ebbero confermata l’assegnazione del feudo da parte di mwar0Alfonso V d'Aragona. Con questa famiglia Solofra subisce una grande crescita, sia in termini sociali che economici, soprattutto per via della grande autonomia di cui può godere, stabilitasi anche per l’emanazione di altri statuti solofrani accettati da Ercole Zurlo, figlio di un nipote di Francesco. Grande fu anche l’espansione del centro abitato, che venne a comprendere nuovi rioni, o casali, sviluppatisi intorno a nuove cappelle o nuove chiese, che ancora una volta utilizzano le cortine come abitazione prevalentemente utilizzata, seppur leggermente diverse da quelle medioevali.cite-ref-23[23]
Quando Ercole Zurlo appoggia il tentativo del generale mwasmOdet de Foix di Lautrec di invadere il meridione, e gli Aragonesi ne escono vittoriosi, egli viene condannato e gli viene tolto il feudo. Così Solofra passò prima al demanio, poi a Ludovico della Tolfa. Allora la comunità solofrana, forte per la sua economia, decide di riscattare il feudo, diventando una privilegiata mwasquniversitas demaniale. Quello che segue, dal 1535 al 1555 fu uno dei periodi più floridi della storia della città, perché, liberi dall’oppressione di un feudatario, i cittadini solofrani possono commerciare liberamente i prodotti artigianali e crescere. In questo periodo, inoltre, espressione della fiorente economia di questo periodo fu la costruzione della maestosa Collegiata, realizzata abbattendo la pieve, che era diventata troppo piccola per la comunità.
La parentesi autonoma fu però breve: l’avversità del dominio spagnolo e i debiti contratti dall’Universitas costrinsero i solofrani a vendere il feudo alla famiglia mwasyOrsini, di mwascGravina di Puglia, che governerà Solofra fino al 1809, ovvero fino all’mwasgabolizione della feudalità. Più precisamente lo vendettero a Beatrice Ferrella Orsini, ma non si privarono dei diritti che avevano acquisito col tempo (uso delle acque, dei forni, dei mulini ecc.), per questo furono emanati nuovi articoli statutari che la feudataria dovette firmare. Gli Orsini governeranno Solofra fino all’abolizione della feudalità nel meridione, e hanno inevitabilmente condizionato lo sviluppo della città. Spesso abusarono del proprio potere, soprattutto la Ferrella, tanto che nel 1577 venne intentata una causa ai suoi danni, per non aver rispettato gli Statuti, per essersi appropriata di parte dell’acqua necessaria alle botteghe e per aver abusato del demanio. Anche la costruzione del palazzo ducale fu segnata da controversie, perché la Orsini lo costruì molto vicino alla Collegiata, come manifesto della supremazia del proprio potere. Così probabilmente la costruzione venne sabotata e crollò, per poi essere costruito dov'è tuttora. Non mancarono comunque gli interventi positivi tra i loro governi, ad esempio la costruzione del convento di San Domenico, da parte di Dorotea Orsini e il tentativo di riappacificazione di Filippo Orsini, che donò le reliquie di mwasksanta Dorotea al popolo, per il malgoverno del padre Domenico.cite-ref-24[24]
Nel mwas8seicento la conformazione urbana si definisce ancora di più, arrivando a formare tutti i rioni del centro che tuttora esistono. In questo secolo ci fu un avvenimento segnante per Solofra: la peste decimò la popolazione, nel 1625. In questa occasione fu anche rifatta la chiesa di San Rocco.
Nel 1611 nacque a Sant’Agata di sopra il grande mwateFrancesco Guarini, esponente della pittura napoletana, che lascia tantissime opere nella sua città natale.
Nel 1796 Sant'Agata di Sotto si stacca da Serino diventando comune autonomo. La città di Solofra partecipò attivamente anche ai moti rivoluzionari del 1799.
Età contemporanea
Data l’attività e l’operosità in campo industriale ed artigianale, Solofra si inserisce da subito nello scenario mwatusocialista della fine del mwatyXIX secolo, sulla scia dei movimenti salernitani e napoletani. Nacquero così ben tre società di lavoratori: la Lega dei pellettieri, la Società Centrale, e la Società Agricola di Mutuo Soccorso, che spesso si adoperarono affinché venissero concessi salari maggiori e diminuissero gli orari di lavoro. A Sant'Agata di Sotto (Sant'Agata Irpina) nacque anche l’Unione Operaia.
La Lega Pellettieri (fondata nel 1903)cite-ref-25[25] ricoprì un ruolo fondamentale per Sant'Agata e Solofra e fu il primo esempio di organizzazione operaia in mwatwIrpinia, che vide un’enorme partecipazione di operai e artigiani della pelle. Con alcune manifestazioni pretese un aumento degli stipendi del 25% e una diminuzione delle ore di lavoro, da 14 a 8 ore. La Lega è stata, quindi, un vero e proprio punto di riferimento per i conciatori, e grazie anche alla volontà del sindaco di quel tempo, Vincenzo Napoli, è stata anche sede di numerose assemblee socialiste della zona. Se la lega era il punto di riferimento dei conciatori, la Società Centrale, invece, lo era per tutti i lavoratori di ogni categoria che avevano bisogno di assistenza. I numerosi soci che la costituivano si aiutavano tra di loro, per quanto consentivano le possibilità personali. I più abbienti, infatti, non esitavano a fornire supporto a chi era in difficoltà.
Da ricordare sono due importanti alluvioni, uno nel 1805 e uno nel 1852, che afflissero Solofra colpendo tutti i rioni, le strade e i ponti, ma in particolar modo il rione Santa Lucia (o Fontane Sottane), completamente distrutto.
Durante il mwauuventennio fascista Solofra fu sede di un campo di internamento in via Misericordia, inizialmente uno dei tre della provincia, poi unico rimasto, ospitò in media 25 internate. Vi furono imprigionati, tra il 1940 e il 1943, anche sette mwauyprofughi ebrei in internamento coatto; furono tutti liberati con l'arrivo dell'esercito alleato nel settembre 1943.cite-ref-27[27]
In occasione della mwauwSeconda Guerra Mondiale, il 21 settembre 1943 la città di Solofra fu bombardata per la presenza di soldati tedeschi, accampati nella località "Selva piana". La città fu devastata e 200 persone vi persero la vita.
Terremoto del 1980
Il 23 novembre 1980, alle ore 19:34, il comune di Solofra, insieme a tanti altri paesi sparsi tra le province di mwavmAvellino, mwavqSalerno e mwavuPotenza, fu colpito dal violento mwavyterremoto dell'Irpinia che causò 2.735 morti totalicite-ref-ingv-11-1[11].
Simboli
Stemma
Lo stemma è stato riconosciuto con RR.LL.PP. del 21 aprile 1895.cite-ref-acs-28-0[28]
«D'azzurro, al
sole
d'oro. Lo scudo è sormontato da corona formata di un cerchio di muro aperto di quattro porte e quattro finestre semicircolari, sostenente otto torri merlate, il tutto d'oro; le torri unite da muricciuoli d'argento, ciascuno con una guardiola d'oro.»
Gonfalone
Il gonfalone è stato concesso con DPR del 30 luglio 1953.
«Drappo partito di azzurro e di giallo riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dello stemma civico con l'iscrizione centrata in oro:
Città di Solofra
. Le parti di metallo ed i cordoni sono dorati. L'asta verticale è ricoperta di velluto dai colori azzurro e giallo, alternati, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma della città e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro.
»
Onorificenze
Titolo di Città
«Decreto del Re D'Italia Umberto I»
—
14 febbraio
1895
Medaglia d'oro al merito civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione. Sisma 23 novembre 1980.»
—
9 novembre 2005
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
• mwax8Collegiata di San Michele Arcangelocite-ref-30[30]: edificata nel XVI secolo in sostituzione della chiesa dell'Angelo diventata ormai obsoleta, essa rappresenta uno degli edifici principali della cittadina. In questa sede viene celebrata ogni anno la festa patronale dedicata a san Michele. All'interno della struttura sono presenti i dipinti di mwayqFrancesco Guarini, 21 teloni nel soffitto ligneo/dorato del transetto, eseguiti tra il 1637 ed il 1642. Il soffitto della navata centrale presenta i teloni del padre di Francesco, Giovantommaso Guarini, con storie vetero/testamentarie.
• mwaysChiesa di San Giuliano: Si erge nel centro del casale Fratta, sulla piazza principale detta appunta San Giuliano. La struttura è probabilmente originaria del XIV secolo rimpiazzando la chiesa di "San Giuliano vecchio al Toro", risalente al XIII secolo è in altro luogo ubicata. Venne restaurata nel XVI e nel XVIII secolo. La facciata dell'edificio è semplice con ampio portale e lunetta sopra di esso. L'interno è a pianta basilicale. L'altare maggiore risale al 1785.
• mwaziChiesa di Sant'Andrea Apostolocite-ref-31[31]: sorge nella piazza centrale della frazione omonima. Già esistente una piccola cappella nel 1195 nel vicus sancte Agathe, che all'epoca faceva parte del feudo di Serino. Fu ricostruita, in stile barocco, nel 1539 nelle forme attuali e restaurata nel 1633. La chiesa, danneggiata gravemente dal sisma del 1980, è stata consolidata e restaurata sotto la direzione della Soprintendenza alle Belle Arti di Salerno e Avellino e riaperta al culto alla fine degli anni '90. All'interno vi sono opere di Giovan Tommaso e Francesco Guarini e di mwazcAngelo Solimena che fu il continuatore della bottega dei Guarini.
• mwazkChiesa di Santa Teresacite-ref-32[32]: annessa al Convento delle suore di Santa Teresa, è posta nella parte alta del rione Sorbo lungo la strada che porta al Convento dei Cappuccini. Il Tempio, di chiara scuola napoletana, è edificato nel XVII secolo, ed è a pianta centrale ed abside quadrata su matrice ottagonale. Presenta un'architettura assai ricercata e una pregevole facciata arricchita da fregi e stucchi. Tra le opere d’arte contenute notevole è la tela di mwaz4Francesco Solimena del 1686 rappresentante la Crocifissione. Vi si venerano le ossa della vergine e martire Eusebia.
• mwaaaChiesa di San Domenico Sorianocite-ref-33[33]: sorge sulla piazzetta omonima, in cui confluiscono due viali alberati cittadini, via Casapapa e via Felice De Stefano, e da cui parte via Giuseppe Maffei. Fu edificata per volere della feudataria Dorotea Orsini, vedova di Pietro e nonna di Pietro Francesco Orsini, futuro papa mwaauBenedetto XIII. La costruzione della chiesa, per il cui mantenimento la feudataria lasciò una dote in terreni e danaro chiedendo di esservi sepolta, cominciò nel 1644 e solo nel 1650 iniziò la costruzione del Convento sotto il titolo di San Domenico Soriano dell’Ordine dei Predicatori. Nel 1950 l'Arcivescovo di Salerno ne affidò la cura ai Padri Giuseppini di Asti. Gravemente danneggiata dal terremoto del 1980, è stata sottoposta a lavori di restauro e riaperta al culto il 19 dicembre del 1987.
• mwaacChiesa di Sant'Agatacite-ref-34[34]: sorge nella piazza centrale della frazione di Solofra, mwaawSant'Agata Irpina. La chiesa è dedicata alla santa di mwaa0Catania e si lega ad un culto impiantatosi in loco nel periodo della prima diffusione del cristianesimo in Italia. L'edificio corrisponde ad una ristrutturazione avvenuta nella seconda metà dell'Ottocento che ne ha ampliato le dimensioni. La struttura interna è ad unica navata sormontata da un soffitto decorato con un cassettonato contenente dipinti di mwaa4Francesco Guarini su tela illustranti episodi della vita di S.Agata. Il campanile, costruito verso la fine del XV secolo, è caratterizzato con una copertura a cupola, insolita nelle chiese di Solofra. Completamente ristrutturata dopo il terremoto del 1980.
Architetture civili
• Il mwabyPalazzo ducale: edificato nel tardo mwabgCinquecento dalla famiglia mwabkOrsini, si presenta con un portale in pietra e cortile quadrato. Nell'interno sono raffigurati i palazzi posseduti della famiglia e vedute della città di mwaboGravina in Puglia.
• La mwabwmwab0Fontana dei Quattro Leonicite-ref-35[35]: è un'opera in mwacitravertino locale che si erge di fronte al Palazzo Ducale. Realizzata nel mwacmXVIII secolo, possiede una grande vasca di forma quadrata con i lati modellati con modanature che ne arrotondano la forma; poggia su tre gradini che la circondano. Agli angoli dell'invaso vi sono quattro leoni, volti verso l'esterno e seduti su un basamento di pietra. Ai loro piedi c'è una vaschetta circolare che riceve l'acqua che cade dalla bocca dei felini. Al centro della vasca si innalza poi una stele quadrata con ai lati scolpiti lo stemma di Solofra: un mwacqsole raggiante antropomorfo. Alla sommità di questa sono posti nella medesima direzione dei leoni, col petto poggiato sugli spigoli e la testa sporgente, quattro delfini dalla cui bocca fuoriesce altra acqua. Le loro code, che si innalzano verso l'alto a mo' di colonna, reggono una vasca rotonda a forma di conchiglia che raccoglie altra acqua che zampilla dal suo centro.
• mwacsIl mwacwCastello di Solofracite-ref-36[36]: situato su una collinetta ai piedi del monte Pergola - S. Marco, fece parte di un importante complesso difensivo di mwadeepoca longobarda, costituito anche dallo sperone roccioso della mwadiCastelluccia (ad ovest del complesso montuoso) e dal castello di mwadmSerino, posto sul lato nord dello stesso e che controllava la valle del mwadqSabato. Costruito nel X secolo, attualmente del mwaducastello sono rimasti pochi ruderi.
Sito archeologico
• La mwadkVilla rustica Romanacite-ref-37[37]: sorge nella frazione di mwad4Sant'Agata Irpina in località Tofola, sotto la protezione dello sperone roccioso della Castelluccia. Fu un'abitazione rustica romana, datata tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., abitata da contadini-soldati ed avevano il ruolo di difendere le terre e coltivarle. La mwad8Villa romana (in zona sorsero numerose strutture, probabilmente in età mwaeatardo-repubblicana), protetta da un muro di cinta, aveva la caratteristica strutturale delle classiche case romane, costituita da un'unica entrata che portava in un cortile centrale, dotato di orto, su cui si affacciavano le camere. Da diversi scavicite-ref-38[38], a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, si è evidenziata che, all'interno della Villa, vi era un'intensiva produzione di olio e vino, oltre alla coltivazione di cereali ad uso e consumo interno. All'interno è ancora visibile la tecnica edilizia utilizzata, l'mwaeuopus reticulatum, tipica del I secolo a.C. e, nell’area interessata alla presenza dei relativi torchi di tipo pliniano, rimaneggiamenti dei vani ad mwaeyopus spicatum. Attualmente non è accessibile al pubblico e non visitabile poiché in stato di pericoloso abbandono.
Società
Evoluzione demografica
Lingue e dialetti
• Il dialetto solofrano si discosta abbastanza dalle altre parlate della provincia. Similmente ai dialetti del salernitano presenta, poi, un'intonazione delle frasi (in particolar modo di quelle interrogative ed esclamative) leggermente differente da quella napoletana;
• La particella negativa viene talvolta contratta:
mwafqnn'è iss: non è lui (cfr. napoletano mwafununn'è iss)
mwafcnn'hagg stat' ij: non sono stato io (cfr. napoletano mwafgnunn'hagg' stat' ij);
• Caratteristica in comune con la mwafsparlata nocerina è la pronuncia della "e" quasi sempre aperta: mwafwNucær, mwaf0cafæ, mwaf4murtadæll (Nocera, caffè, mortadella);
• Tipico di Solofra è l'espressione mwagae ja e mwagejamm ja;
• A differenza del mwagmdialetto irpino, nel dialetto solofrano (come anche nella maggioranza dei mwagqdialetti campani e meridionali) v'è la presenza del cosiddetto mwaguscevà.
Religione
«So che la vostra città si distingue non soltanto per la solerte industriosità dei suoi abitanti, ma anche per la ricca tradizione religiosa, al cui centro sta la Collegiata di San Michele Arcangelo, gioiello d'arte, documento di fede, fonte di storia religiosa e sociale[...] La seconda statua di San Michele fu scolpita dallo scultore Francesco Jerace aiutato da mio nonno Fortunato Morani da Polistena che era lo zio statuario rinomato, lo zio si reco a Napoli per aiutare Jerace per le rifiniture della statua.»
La maggioranza della popolazione è di religione mwagkcristiana di rito mwagocattolico; il comune appartiene alla forania di mwagsMontoro Superiore-mwagwMontoro Inferiore-Solofra dell'mwag0arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno ed è suddiviso in tre parrocchiecite-ref-40[40]:
Economia
Il comune è economicamente basato principalmente sulla lavorazione delle pelli, campo in cui si distingue da secoli per la qualità della produzione. Molto sviluppata quindi l'industria conciaria e l'attività delle confezioni. Altra attività presente è la castanicoltura, che da circa un decennio ha subito, però, un netto calo di produzione a causa del mwahqcinipide galligeno che ormai affligge gran parte dei castagneti in Italia. In quantità minore rispetto agli altri campi è presente anche l'agricoltura e l'artigianato in genere.
Il distretto conciario di Solofra
Il distretto conciario di Solofra si estende su un territorio di 60mwahw km² circa, nella zona sud-occidentale della mwah0provincia di Avellino. Comprende tra gli altri, oltre Solofra, i comuni di mwah4Montoro e mwah8Serino, per un totale di 35.000 abitanti. Questa zona è specializzata, dal punto di vista produttivo, nella concia di pelli ovi-caprine, per un totale di circa 400 aziende operanti nel settore tra concerie, terzisti e confezionisti, 4.000 - 4.500 addetti e un fatturato medio annuo di 1.500 milioni di euro.cite-ref-41[41]
• Nei primi anni ottanta, per informarsi sui metodi di lavorazione delle pelli, venne in città mwaiyOsama bin Laden, che già da tempo importava pellame dall'Irpinia per le sue imprese in mwaicAfghanistan e mwaigPakistan.cite-ref-42[42]
• È stata lavorata nel polo conciario di Solofra la pelle di nappa per il giubbotto rosso con strisce nere che mwai4Michael Jackson indossò per il video di mwai8mwajaThriller, singolo tratto dall'album del 1982, il più venduto di sempre. Un anno prima, una nota casa di moda internazionale commissionò ad una conceria di Solofra la realizzazione delle pelli. Era l'epoca d´oro per il polo campano e i suoi prodotti facevano il giro del mondo.cite-ref-43[43]
Eventi
Festa patronale
I solenni festeggiamenti in onore del patrono San Michele Arcangelo di giugno sono una ricorrenza religiosa che si svolge annualmente a Solofra, dedicata al patrocinio della città all’arcangelo.
La festività si colloca nel calendario liturgico locale come celebrazione distinta dalla festa patronale principale del 29 settembre. Le attività comprendono celebrazioni eucaristiche e una processione del santo, preceduto da circa 20 altri santi lungo le vie cittadine, con la partecipazione di fedeli, confraternite e tutte le rappresentanze istituzionali solofrane. Generalmente la processione si tiene la terza domenica di giugno, rigorosamente a mezzogiorno.
Nel corso della ricorrenza sono previsti eventi di carattere civile, tra cui esibizioni musicali di cantanti di fama.
La festa rientra tra le manifestazioni religiose tradizionali piú importanti della Campania, portando alla sua partecipazione migliaia di persone.
Tra gli elementi caratterizzanti della festa spiccano le luminarie, che colorano le strade del centro per tutti i giorni della celebrazione. Il programma civile si arricchisce ogni anno di concerti bandistici con grandi orchestre di fiati provenienti da tutta Italia, spettacoli di artisti di strada, stand di street food con prodotti tipici locali e spettacoli pirotecnici di livello nazionale. La festa si conclude tradizionalmente con il mwajwBandone, ovvero la sfilata delle bande musicali riunite per le vie del centro cittadino, e con un grandioso spettacolo pirotecnico notturno.
Il 29 settembre invece, giorno liturgico dedicato all’arcangelo, viene ri-festeggiato il patrono e riportato nuovamente in processione ma questa volta di sera.
Riti della Settimana Santa
La Settimana Santa è il ciclo di celebrazioni religiose più importante dell'anno liturgico per la città di Solofra. Il fulcro delle manifestazioni è la Collegiata di San Michele Arcangelo, attorno alla quale si snodano riti di antica tradizione che coinvolgono l'intera comunità cittadina. Come in molte altre città dell'Italia meridionale, la tradizione dei "misteri" processuali affonda le sue radici nelle indicazioni del Concilio di Trento, che nella seconda metà del XVI secolo trasformò le antiche rappresentazioni sacre teatrali in processioni devozionali più composte.
La Domenica delle Palme
La Settimana Santa si apre la Domenica delle Palme con la benedizione dei rami d'ulivo in Piazza San Rocco, seguita dalla processione verso la Collegiata e dalla celebrazione eucaristica mwakmIn Palmis con la proclamazione della Passione secondo il Vangelo di Matteo. Nella serata si tiene in Collegiata una rappresentazione sacra della Passione di Cristo a cura del Gruppo Venerdì Santo
I giorni feriali della Settimana Santa
Il Lunedì Santo è dedicato alla liturgia penitenziale, mentre il Martedì Santo si svolge la Via Crucis cittadina con il coinvolgimento di più parrocchie: il corteo parte dalla rettoria di San Domenico e termina alla Chiesa di San Giuliano a Fratta. Il Giovedì Santo la Collegiata ospita la solenne Messa mwakcin Cena Domini con la lavanda dei piedi, seguita dalla processione del Santissimo Sacramento verso l'altare della reposizione — il cosiddetto mwakgsepolcro — e da un'adorazione comunitaria notturna.
In tutte le chiese della città sono allestiti gli altari della reposizione aperti fino a tarda notte.
Il Venerdì Santo, la processione dei misteri, del Cristo Morto e dell’Addolorata
Il Venerdì Santo rappresenta il momento culminante e spiritualmente più intenso dell'intera Settimana Santa solofrana. Giornata di astinenza e digiuno, si apre all'alba con l'adorazione silenziosa nella Collegiata, seguita alle ore 8:30 dalla celebrazione delle Lodi e dall'Ufficio delle Letture.
Nel pomeriggio, alle ore 15:00, si tiene l'azione liturgica mwak4In Passione et Morte Domini, in commemorazione della passione e morte di Cristo con la possibilità di baciare il crocifisso.
La Processione dei Misteri
Il momento più atteso è la Processione dei Misteri, che prende avvio all'imbrunire. I membri della Confraternita dell'Immacolata — nota come mwaleConfraternita dei Bianchi — vestiti interamente di bianco, col volto coperto da cappuccio con solo due fori per gli occhi, in segno di rispetto per il dolore della Vergine, si incamminano per le strade cittadine, ciascuno con il compito di portare uno dei 33 misteri della Passione di Cristo.
Il passo dei confratelli è scandito dal suono cupo di un corno e dai colpi di tamburo, che annuncia ai cittadini l'arrivo della processione incarnando il dolore della passione.
Il corteo è aperto dai figuranti della rappresentazione: centurioni romani, sacerdoti, Pilato, i discepoli e i ladroni. All'interno del gruppo dei figuranti è inserito un ulteriore mistero della Confraternita: mwalqmwalu'o Crucione, ovvero un fedele vestito da Gesù che percorre l'intero tragitto portando a spalle una grande croce di legno, in una delle rappresentazioni più suggestive e fisicamente impegnative dell'intera processione.
Il corteo si chiude con le statue lignee del Cristo morto e dell'Addolorata, avvolte da un grande manto di garofani rossi, portate a spalla da altri membri della confraternita vestiti in abito serale scuro, accompagnati dalle marce funebri eseguite dalla banda.
La Confraternita dei Bianchi
La mwalkCongrega dei Bianchi, espressione della ricca borghesia locale, è la più antica (circa 400 anni) e importante confraternita di Solofra, con una propria cappella all'interno della Collegiata. Le confraternite solofrane nacquero con scopi caritatevoli — sostegno ai poveri e soccorso agli infermi — e nel tempo si sono trasformate in sodalizi la cui presenza si manifesta soprattutto nelle feste religiose, dove la processione rappresenta il momento principale.
Il Sabato Santo e la Pasqua di Resurrezione
Il Sabato Santo è caratterizzato al mattino da una preghiera mariana mwal0L'ora della Madre, in raccoglimento con la Vergine Addolorata presso il sepolcro del Figlio, mentre alle ore 22:00 si celebra la solenne Veglia Pasquale con il Lucernario, il Preconio Pasquale e il rito del Battesimo.
La Pasqua di Resurrezione si celebra con messe solenni e culmina in Piazza Umberto I con il tradizionale rito dell'mwal8alzata del Panno, che conclude ufficialmente il ciclo pasquale ed annuncia alla comunità i solenni festeggiamenti al santo patrono del venturo giugno.
Infrastrutture e trasporti
Strade
Ferrovie
Vi si trova l'omonima stazione ferroviaria sulla mwamcferrovia Cancello-Avellino.
La mwam0stazione di Solofra è situata in una posizione periferica rispetto al centro abitato, a 384 mwam4m s.l.m. In passato ha avuto grande importanza, poiché la ferrovia rappresentava il mezzo di trasporto più veloce per raggiungere gli altri centri. Inoltre contava su un buon traffico di viaggiatori ed un discreto traffico merci (legato perlopiù all'attività conciaria). Questa situazione favorevole è però cambiata con l'avvento del mwam8trasporto su gomma che consentiva ai viaggiatori e alle merci di giungere con maggiore comodità nei punti di destinazione. Alla fine degli anni sessanta si ebbe così una diminuzione sia nel traffico passeggeri che nel traffico merci. In seguito al mwanaterremoto del 1980, l'edificio della stazione è stato demolito e sostituito da un fabbricato. Negli anni novanta lo scalo merci venne chiuso e la stazione abbandonata a se stessa. Attualmente la stazione di Solofra può comunque contare su un numero di viaggiatori sufficiente che si servono della ferrovia per raggiungere i centri di mwaneAvellino, mwaniSalerno e mwanmBenevento.cite-ref-44[44]
Trasporto extraurbano
Il trasporto pubblico extraurbano è costituito dalla rete di autobus mwanoA.IR., che collega il comune ad mwansAvellino e mwanwprovincia e con l'mwan0Università degli Studi di Salerno. In aggiunta ai mezzi dell'mwan4A.IR. vi sono gli autobus della mwan8SITA (che svolgono regolare servizio di trasporto, locale e a lunga percorrenza, nella mwaoaprovincia di Salerno e in tutta la mwaoeCampania) e quelli privati della Leonetti e Gallucci (che collegano Solofra a mwaoiMercato San Severino (mwaomSA) e mwaoqNocera Inferiore (mwaouSA)cite-ref-45[45]).
Amministrazione
Sindaci
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1923 | - | Vincenzo Napoli | - | Sindaco | Ultimo sindaco prima del fascismo |
| - | - | - | - | --- | |
| 1946 | 1948 | Pasquale Russo | - | Sindaco | |
| 1956 | 1958 | Vincenzo Napoli | - | Sindaco | |
| 1958 | 1965 | Antonio D'Urso | - | Sindaco | |
| 1965 | 1967 | Michele Grieco | - | Sindaco | |
| 1967 | 1969 | Luigi Zolzettich | - | Sindaco | |
| 1969 | 1975 | Mario Famiglietti | - | Sindaco | |
| 1975 | 1981 | Antonio Guarino | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1981 | 1981 | Antonio Del Vacchio | - | Sindaco | |
| 1981 | 1983 | Pasquale Russo | - | Sindaco | |
| 1983 | 1986 | Mario Famiglietti | - | Sindaco | |
| 1986 | 1987 | Daniele Santoro | - | Sindaco | |
| 1987 | 1989 | Mario Famiglietti | - | Sindaco | |
| 1989 | 1993 | Elio Visone | - | Sindaco | |
| 1993 | 1993 | Luigi Buonanno | - | Sindaco | |
| 1993 | 1997 | Aniello De Chiara | PSI | Sindaco | |
| 1997 | 2001 | Aniello De Chiara | PDS | Sindaco | |
| 2002 | 2007 | Antonio Guarino | centro-destra | Sindaco | |
| 2007 | 2012 | Antonio Guarino | centro-sinistra | Sindaco | |
| 2012 | 2017 | Michele Vignola | lista civica "Solofra Domani" | Sindaco | |
| 2017 | 2022 | Michele Vignola | lista civica "Continuiamo, Solofra.." | Sindaco | |
| 2022 | 2023 | Nicola Moretti | lista civica "Per la nostra Solofra" | Sindaco | |
| 2023 | 2023 | Antonio Incollingo | - | Comm. pref. | |
| 2023 | in carica | Nicola Moretti | lista civica "Per la nostra Solofra" | Sindaco | |
Altre informazioni amministrative
Il Comune di Solofra fa parte degli enti seguenti:
• Regione Agraria n. 5 - Alto Sabato;
• mwapqParco regionale Monti Picentini.
Sport
Calcio
Hanno sede nel comune le società di calcio: ASD Città di Solofra militante in mwapgEccellenza Campania.cite-ref-46[46]
Nella stagione 2005-2006 ha partecipato per la prima volta al campionato di Serie D, arrivando ultima con 15 punti.
Calcio a 5
Sono presenti sul territorio due società di calcio a 5:
• La Victoria Solofra, che milita in Serie C1 a seguito della vittoria nei play-off della Serie C2 2024-2025cite-ref-47[47];
• La A.S. Agostino Lettieri, che milita in Serie C2.
Basket
Sono presenti sul territorio due società cestistiche:
• Una è la C.A.B. Solofra (mwaqsCentro Arcobaleno Basket), che milita in serie D. Per due anni consecutivi (2009/2010 - 2010/2011) il C.A.B. Solofra ha vinto la coppa di lega di serie D;
• Una è la S.L.Z. Basket Solofra, società giovane che milita nel campionato di Serie D.
Pallavolo
Sono presenti sul territorio due società pallavolistiche:
• Una è la Phoenix Solofra, che milita nel campionato di serie D femminile;
• Una è la M.I.G. Solofra, con attività principale sul settore giovanile.
Onorificenze
Grande medaglia d'argento di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)
«Al Comune di Solofra»
—
Elenco delle ricompense conferite ai benemeriti in occasione del terremoto calabro-siculo 28 dicembre 1908 con RR. decreti 7 e 21 luglio, 9 agosto, 23 settembre 1910; 23 febbraio, 16 marzo, 27 maggio 1911, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 130 del 30 giugno 1911
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwarwmwar0mwar4Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwar8demo.istat.it, mwasaISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwasqmwasumwasyClassificazione sismica (mwascmwasgXLS), su mwaskrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwas0mwas4mwas8Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwatamwatePDF), in mwaticiterefmwatmLeggemwatq mwatu26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwatyAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwatc 151. mwatgURL consultato il 25 aprile 2012 mwatk(archiviato dall'mwatourl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. ↑ mwat4 mwat8mwauaBruno Migliorini mwaueet al., mwauimwaumScheda sul lemma "Solofra"mwauy, in mwau4mwau8Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, mwavaISBNmwave 978-88-397-1478-7.mwavm La mwavqvocale mwavutonica mwavy-o- ha cioè suono mwavcchiuso.
cite-note-55. ↑ mwavsUnione Nazionale Industria Conciaria, mwavwmwav0L'Industria Conciaria Italiana, su mwav4unic.it.
cite-note-66. ↑ mwawimwawmmwawqVedi su "Solofra Storica", su mwawusolofrastorica.it.
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cite-note-88. ↑ mwaxemwaximwaxmToponimi, su mwaxqsolofrastorica.it. mwaxuURL consultato il 7 agosto 2018.
cite-note-99. ↑ mwaxkmwaxomwaxs“Verso l’Arco”, sabato 9 giugno 2018, passeggiata sentiero che all’Arco naturale, monumento geologico del Parco regionale dei Monti Picentini. - Bassa Irpinia News - Quotidiano online, in mwaxwBassa Irpinia News - Quotidiano online, 27 maggio 2018. mwax0URL consultato il 7 agosto 2018.
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cite-note-ingv-1111. ↑ mwaysmwaywmway0Catalogue of strong earthquakes in Italy, su mway4INGV. mway8URL consultato il 16 gennaio 2018 mwaza(archiviato dall'mwazeurl originale il 7 gennaio 2018).
cite-note-1212. ↑ mwazumwazymwazcClassificazione sismica dei comuni italiani (mwazgmwazkXLSX), su mwazoProtezione Civile. mwazsURL consultato il 13 gennaio 2018 mwazw(archiviato dall'mwaz0url originale il 4 novembre 2017).
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cite-note-293. mwa7kmwa7omwa7sComune di Solofra, Medaglia d'oro al merito civile, su mwa7wPresidenza della Repubblica. mwa70URL consultato il 26 ottobre 2025.
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Collegamenti esterni
• mwbfwSolofra, su solofra.it.
• mwbf4Solofra Storica, su solofrastorica.it.
• mwbgaSolofra Archeologica, su web.tiscali.it.